![]()
Tra i simboli del carnevale eporediese, occupa un posto privilegiato e, negli ultimi anni, si è assistito ad un forte incremento della sua diffusione, quasi da poter affermare che si presenti come simbolo di eporediesità. Lo si indossa non soltanto per evitare, durante le battaglie, come vogliono la tradizione e l'Ordinanza del Generale, di essere fatti oggetto di "moderato e grazioso getto d'arance", ma come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione alla quale anche lo spettatore conferisce la propria adesione. Lo calza anche l'eroina del carnevale, la Mugnaia, che esprime anche nel costume principi e valori simili a quelli della Marianne della rivoluzione francese. E' un simbolo di libertà che gode di una tradizione radicata in tempi remotissimi, ben precedenti la rivoluzione d'oltralpe. Infatti, il berretto frigio fu portato per circa cinquecento anni, dalla fine del sec. XIV, dagli abitanti di Brosso, diretti discendenti dei Tuchini della Valchiusella, a ricordo della battaglia combattuta dai propri avi contro gli sgherri dei feudatari Giovanni e Margherita di Montalenghe. Altri eredi dei Tuchini della Valchiusella, gli abitanti di Lugnacco e Rueglio, usavano danzare, a carnevale, armati di sciabole e coltellacci con in capo un berretto rosso. Nelle antiche stampe che raffigurano gli abitanti dei dintorni di Ivrea, alcuni personaggi sono rappresentati con in capo il berretto frigio rosso. Naturalmente ai dominatori francesi fece buon gioco perpetuare una tradizione così vicina alla loro. Si deve notare però che i Pifferi e Tamburi indossano un berretto frigio corto, come quello tipico della tradizione francese, mentre Mugnaia e popolo portano una calza in lana rossa più lunga che scende a sacco sulla spalla. Spesso sul berretto frigio si appunta la spilla in argento con i simboli di pic e pala. Sono assolutamente additati al disprezzo coloro che non calzano il berretto frigio in testa, ma lo esibiscono, con vezzo civettuolo, ben piegato sulla spalla, mentre sono tollerati, soprattutto se forestieri, coloro che alla calza tradizionale preferiscono copricapi di altra foggia, purché, naturalmente, rossi. |