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Di buon’ora la banda dei Pifferi e Tamburi percorre le strade di Ivrea suonando le tradizionali obade, per annunciare a tutti l’inizio del tempo di Carnevale. Una consuetudine antichissima, ché già i vecchi carnevali rionali erano ritmati da pifferate e marce militari, piegate ai fasti carnascialeschi dalle fragorose bande di ciascun rione. Pifferi e Tamburi sono da sempre uno degli elementi essenziali del Carnevale di Ivrea, di cui accompagnano ogni manifestazione, suonando in ciascun rione della città la pifferata ad esso dedicata, o le marce in onore dei protagonisti della festa, e sempre col tradizionale piffero a sei buchi in legno di bosso intonato in sol maggiore, e con i tamburi e la grancassa comuni. Giubbetto rosso, pantaloni verdi con banda rossa e l’immancabile berretto frigio in capo, Pifferi e Tamburi costituiscono la colonna sonora dello Storico Carnevale di Ivrea, perfettamente integrati, in una fantasmagorica coreografia generale. Completato il giro della città, Pifferi e Tamburi, seguiti dalla gente che s’accoda via via, convergono verso il Palazzo del Comune in piazza di Città, dove il Generale del Carnevale precedente passa spada e feluca al Generale dell’anno, acclamato dalla folla mentre nell’aria si spandono le note della «Generala», la marcia a lui dedicata. Il cerimoniale viene officiato da una persona che sostituisce il Gran Cancelliere, per tradizione impersonato dal decano dei notai di Ivrea, con il compito di custodire il Libro dei Verbali e di trascrivervi di anno in anno tutto quanto attiene alla manifestazione. Storicamente inserito nello Stato Maggiore, con le quattro Vivandiere che gli fanno da scorta (uniche donne, oltre alla Mugnaia, previste nel rituale carnevalesco), il Sostituto Gran Cancelliere, in velluto con trine sotto un mantello scuro, parrucca e tricorno, è la voce ufficiale dello storico carosello eporediese.
Passate le consegne, tutti si spostano in piazza Ottinetti, l’antica Piassa d’la Granaja, e presso la Porta di Bando entrano in scena il Podestà e i suoi Credendari che, sontuosi nei loro costumi medievali, rappresentano nel Carnevale il glorioso periodo di Ivrea Libero Comune. Poi, tutti insieme, salgono in processione al Duomo, dove ha luogo la cerimonia dei ceri.
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