Le classifiche

La battaglia delle arance non rappresenta un puro divertimento, ma sconfina per certi versi nella vera e propria competizione sportiva, se si pensa che ben tre classifiche vengono stilate al suo interno. La prima classifica non riguarda direttamente i cavalli, poiché premia la combattività e la sportività delle squadre di aranceri a piedi. Anche questa speciale classifica, però, ha a che fare con i carri da getto, in quanto sono proprio i guerrieri sui carri ad assegnare i vari punteggi. Una classifica analoga e speculare premia la combattività e la correttezza dei guerrieri dei carri ed é quindi compilata sulla base dei punteggi espressi dalle squadre a piedi. La terza classifica riguarda, invece, specificamente i carri da getto ed é divisa in due sezioni: una per pariglie ed una per tiri a quattro. Questa classifica viene stilata da una terna di giudici di chiara fama equestre, comprendente sovente almeno un nome di indiscussa autorità nell'ambito degli attacchi a livello internazionale (un nome per tutti: Albert Moyersoen). I parametri presi in considerazione per questa classifica sono molti e tutti attentamente ponderati. Da un lato, si valutano i cavalli, singolarmente e nell'insieme, per la loro presenza ed eleganza, per il loro portamento, per il movimento espresso, per l'affiatamento, per l'omogeneitˆ e per la mancanza di difetti. Viene poi analizzata la qualità dei finimenti e la loro corretta applicazione. Si dˆ infine un giudizio sulla "guida" e sul comportamento del tiro nel corso dei tre giorni di battaglia. Un ulteriore giudizio viene espresso sulla presentazione "coreografica" del carro. Tutti i punteggi espressi dai diversi giudici per tutti questi aspetti vengono sommati ed elaborati ed infine viene stilata, come detto, una classifica finale riassuntiva di ogni considerazione. Il peso assegnato alle diverse valutazioni é stabilito da un regolamento che, preventivamente pubblicato e portato a conoscenza degli interessati, consente di effettuare una preparazione del carro "mirata" alla classifica. Negli ultimi anni, l'utilizzo di programmi computerizzati ha permesso di velocizzare molto i tempi e di avere, quindi, la classifica finale quasi immediatamente dopo la fine dell'ultima battaglia. Spesso il livello qualitativo molto elevato degli attacchi costringe i giudici a scelte difficilissime ed a differenziazioni minime tra i diversi carri. Un piccolo difetto é sovente motivo di esclusione dalle prime posizioni, così come qualunque problema intercorrente può risultare decisivo. Questa classifica, dispensatrice di gioia per i vincitori, proprio a causa degli scarti minimi che dividono l'Olimpo dalle seconde linee, é spesso oggetto di contestazioni e polemiche anche aspre, come si conviene per gente dal carattere forte e fiero. Anche questo aspetto, in definitiva, risulta difficile da capire dal di fuori, ma se si guarda più da vicino, tutti, vincitori e vinti, hanno messo nell'impresa il massimo impegno e non hanno certo dedicato al carnevale soltanto poche ore nel mese di gennaio. No, l'avventura é cominciata prima, su un prato di un allevamento... e non finisce certo un martedì pomeriggio, con la proclamazione dei vincitori: c'è tutto un anno, nel corso del quale si possono correggere difetti, studiare nuove strategie, sognare memorabili rivincite o preparare difficilissime conferme ai vertici. Di anno in anno, ad Ivrea, si rinnovano quindi le sfide per la supremazia cittadina in tema di attacchi, il che é anche un attestato di eccellenza assoluta. Lo spirito di emulazione, che ha sin qui permesso di progredire, sarà certamente il motore anche delle prossime edizioni del carnevale e porterà con sé ulteriori miglioramenti. Certamente la crescita qualitativa dei carri non modificherà lo spirito fiero e goliardico con cui gli Eporediesi affrontano la manifestazione e quindi sono prevedibili altre contestazioni, polemiche e baruffe. Il carnevale é del resto una festa popolare, non certo una riunione di vecchi soci di un club inglese! E' quindi importante che l'ambiente rimanga inalterato, direi quasi incontaminato, con i suoi splendori e le sue zone d'ombra, con i suoi tanti pregi ed i suoi difetti: i carri da getto sono un pezzo della cultura di tutti, ed é rassicurante pensare che la tradizione non sia in pericolo, grazie al gran numero di appassionati che in questa credono e per questa operano.