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Opinione Aldo Bessero Abbiamo chiesto ad Aldo Bessero, noto ed apprezzato veterinario eporediese, ma soprattutto persona che vive con passione l'etologia e che é magna pars nell'organizzazione della giustamente famosa fiera equina di San Savino, un breve intervento sulla grande importanza che il cavallo ha sempre avuto nella massima manifestazione eporediese, al punto da diventare un avvenimento nell'avvenimento. Ecco quanto l'amico Aldo ci ha fatto pervenire.
Il binomio cavallo-uomo é vincente nel Carnevale di Ivrea. Non é neppure pensabile un Generale senza il suo elegante destriero, così come non é ipotizzabile il cocchio dorato della vezzosa Mugnaia senza i tre cavalli bianchi che lo trainano, né un carro di aranceri senza i due o i quattro cavalli scalpitanti che lo trascinano nel cuore della battaglia. Per gli Eporediesi il Carnevale avrebbe un significato molto più contenuto, senza quel magnifico esemplare che incute rispetto e timore, ma nello stesso tempo interesse, passione, tenerezza. Nel Carnevale di Ivrea il cavallo ha sempre avuto un ruolo importante, fondamentale. Le prime stampe, così come i primi reperti fotografici in nostro possesso, mostrano come i personaggi principali, gli ufficiali napoleonici, si avvalessero del suo servizio, sempre messo bene in luce dagli autori delle immagini del tempo. Nell'ambito dei circa due secoli di storia della nostra massima manifestazione, l'utilizzo di questi animali - nelle incombenze della vita quotidiana - é andato profondamente modificandosi. Cosicchè, se per tutto il secolo scorso e per più di metà di quello attuale i cavalli venivano prevalentemente utilizzati nei lavori della campagna e nel traino delle carrozze, negli ultimi quarant'anni abbiamo assistito ad un loro diverso impiego, più legato agli hobbies e alla passione dei proprietari che non ad un utilizzo finalizzato ad alleviare il lavoro dell'uomo. Ne é conseguita anche una diversa tipologia di animale da impiegare nel Carnevale, per cui al soggetto robusto e possente utilizzato all'origine é andato via via sostituendosi il cavallo elegante e nevrile, più idoneo alla sfilata. D'altronde, la valutazione delle caratteristiche di un soggetto é molto importante al fine di ottimizzarne l'impiego. Alcune razze esaltano, nelle particolari condizioni ambientali quali sono quelle del Carnevale di Ivrea, le loro attitudini di mansuetudine e di sottomissione; mentre altre fanno risaltare le caratteristiche di eleganza nel portamento e di nevrilitˆ. L'intelligenza dell'animale lo porta comunque sempre a valutare il particolare contesto in cui deve muoversi, ed alcuni episodi hanno dimostrato che questa é stata, in taluni casi, persino superiore a quella del conducente. Il livello qualitativo dei circa duecento cavalli che sfilano nei giorni della manifestazione é indubbiamente salito di molto negli ultimi anni, come é ampiamente dimostrato nel documentato articolo del dr. Bergero: in particolare, per quanto riguarda le pariglie e i tiri a quattro dei carri da getto ci sentiamo di poter affermare, senza tema di smentite, che in ambito europeo, e non solo, sia estremamente difficile poter ammirare attacchi con caratteristiche di bellezza ed eleganza come quelli che sfilano al Carnevale di Ivrea. Questo é certamente il frutto di una ricerca attenta e costante, supportata da forte passione e competenza, indubbiamente radicata nel profondo della cultura equestre degli Eporediesi. Il Carnevale di Ivrea é quindi storia, tradizione, credenza popolare, ma é anche, se ci permettete, una amore grande per i cavalli, del resto ampiamente meritato. |