Quali Cavalli per Carri da getto

Nell'ultimo periodo, la qualità media dei cavalli dei carri da getto é talmente aumentata che un "grandissimo" degli attacchi in campo nazionale ed internazionale mi confidava, l'anno scorso, di dubitare che esista, in Italia ed anche all'estero, un'altra manifestazione dove sia presente una tale concentrazione di cavalli di così alta qualità. Questa situazione di eccellenza non nasce, però, dal caso; é invece il frutto tangibile della passione degli Eporediesi per questi animali, che li spinge a rivaleggiare, ben al di là del puro interesse hobbistico, nell'accaparrarsi i soggetti migliori e nel prepararli poi a dovere. Attualmente le razze di cavalli più rappresentate al carnevale sono la Olandese, la Ungherese, la Francese, la Bretone, ma sono presenti soggetti anche di altre razze. Nel passato erano maggioritari i grigi ungheresi. I mantelli più frequenti sono il sauro (fulvo, con o senza segni bianchi sulla testa e sulle zampe), il morello (nero) ed il grigio pomellato (sfondo bianco con macchie nere più o meno estese). A causa della naturale tendenza del mantello grigio a schiarirsi con l'età (analogamente ai capelli per l'uomo), i cavalli grigi mostrano via via "disegni" diversi, e può succedere che cavalli praticamente identici un anno differiscano l'anno successivo, a causa del più evidente incanutimento di uno dei due. Le difficoltà insite nell'affrontare, alla guida di un carro da getto, la battaglia delle arance sconsigliano l'improvvisazione, ma negli ultimi tempi la cura nella scelta dei soggetti ha raggiunto vette davvero impensabili. Oggi l'avventura di un cavallo da carri da getto comincia, sovente, in un prato di un allevamento europeo, ad esempio olandese, con cavalli che pascolano tranquilli in gruppi omogenei per età e sesso. L'allevamento in questione é certamente ricco di storia e di tradizione allevatoriale e può esporre coppe e trofei vinti dagli antenati, dai nonni e dai padri dei puledri che galoppano allegri nel verde. Un mattino in allevamento arriva un'auto con a bordo un gruppo di amici in missione "segreta". Il proprietario dell'allevamento si avvicina, saluta cordiale gli amici con un "bentornati", chiede a volte notizie dei suoi "pupilli" emigrati in Italia e poi accompagna tutto il gruppo alle scuderie. A sera molti cavalli saranno stati attentamente valutati, palpati, provati, comparati mentalmente o con l'ausilio di foto con quelli che già si trovano in una piccola scuderia, ad Ivrea o nei dintorni, in attesa del giusto "compagno". Individuato il soggetto adatto, inizia la trattativa per l'acquisto ma sovente, se il cavallo scelto ha il giusto carattere, mantello e movimento, il prezzo passa in secondo piano, poiché é normale dover pagare adeguatamente un prodotto di qualità. Nella fase successiva, il cavallo viene trasferito in Italia ed inizia il periodo di acclimatazione. Molti curiosi, in questo periodo, vorranno vedere il nuovo acquisto, ne commenteranno pregi e piccoli difetti (con differente competenza, profondità e serenità di giudizio), tenteranno di valutare l'apporto che il nuovo soggetto fornirà all'attacco cui è destinato (e che rappresenta un poco la sua nuova squadra). Naturalmente, ogni altro proprietario, o quasi, concluderà dentro di sè che i cavalli del suo attacco sono ancora i migliori. Giunge quindi la fase dell'utilizzo del cavallo, che deve essere provato, affiatato con i compagni, rasserenato ed allenato. Deve anche essere perfetta l'intesa con il guidatore, il che si ottiene con pazienza ed abilità. Se tutte le mosse sono azzeccate, il carro può aspirare a presentarsi al carnevale per farsi apprezzare dalla gente e competere, magari, per primeggiare nelle speciali classifiche riservate ai carri da getto.