Cittadina di circa 24000 abitanti, Ivrea sorge nel cuore del Canavese, in un caratteristico paesaggio dominato dal profilo regolare della Serra Morenica.


Il fiume Dora Baltea la attraversa scorrendo suggestivamente sotto ponti carichi di storia, mentre intorno ameni laghi e dolci colline moreniche le regalano un’incantevole atmosfera rilassante. Con un passato storico di grande prestigio, Ivrea è una città ricca di arte e tradizioni e un importante punto di riferimento economico per il Canavese.
Lungo la strada che porta alla città Castellamonte sorgono gli edifici industriali della società fondata nel 1908 dall’ing. Camillo Olivetti, famosi nel mondo per le strutture architettoniche che oggi vengono valorizzate nell’ambito del museo a cielo aperto delle architetture olivettiane (MaAM).
Al centro delle grandi direttrici autostradali, Ivrea è collegata alle città del nord Italia e all’Europa centro settentrionale attraverso i trafori alpini del Gran San Bernardo (Svizzera) e del Monte Bianco (Francia). Fra le manifestazioni da non perdere è, certamente, lo Storico Carnevale, grandiosa festa collettiva dove, accanto al ripetersi di un’antica tradizione, esplode la spettacolare battaglia delle arance fra squadre a piedi e lanciatori sui carri trainati da cavalli, e la festa patronale di San Savino, all’inizio di luglio, con l’importante fiera equestre molto frequentata.
Per fare un po’ di shopping vale la pena percorrere le centrali via Palestro e via Arduino, e visitare il mercato del venerdì, vivace momento di scambi conosciuto in tutto il circondario. Consigliabile una sosta in pasticceria dove gustare le specialità di Ivrea come la squisita torta Novecento, i Canavesani al rhum e gli Eporediesi al cacao.

Di particolare interesse i dintorni di Ivrea, con i cinque laghi morenici immersi nel verde dei boschi, sulle colline alle spalle della città: il lago Sirio, il più grande ed attrezzato per la balneazione; il Pistono; il lago Nero; quelli di Cascinette e di Montalto Dora, adatti per distensive passeggiate e per gite in bicicletta, lungo percorsi ciclabili segnalati.
Ivrea conserva notevoli opere artistiche e architettoniche, che testimoniano l’importante ruolo rivestito nei secoli.
L’anfiteatro romano (II secolo d.C.), nella zona est della città, poteva accogliere fino a diecimila spettatori. Il sarcofago del questore Caio Atecio Valerio è conservato nella cripta del Duomo. Presso il Museo Civico sono raccolti numerosi reperti fra cui una stele raffigurante la “groma”, strumento utilizzato dagli antichi “geometri” romani; interessanti ritrovamenti della romana Eporedia sono venuti alla luce durante la costruzione di nuovi edifici in centro città, in particolare presso l’ex-hotel la Serra e la banca San Paolo, visitabili solo su prenotazione.


Il Duomo (XI secolo), fatto edificare dal vescovo Varmondo, dello stile romanico conserva i due campanili absidali, il tiburio ottogonale e la cripta, con significative trasformazioni barocche e neoclassiche. All’interno si possono ammirare tele di Defendente Ferrari, pittore chivassese del XV secolo e affreschi di Carlo Cogrossi. La Torre romanica di Santo Stefano è tutto quanto resta della grandiosa abbazia benedettina sorta nell’XI secolo per iniziativa dell’architetto Guglielmo da Volpiano.
ll Castello delle “rosse torri”, fatto costruire nel 1358 da Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde, è divenuto simbolo di Ivrea. Il 17 giugno 1676 un fulmine distrusse una delle quattro torri che serviva da deposito di munizioni. Dal secolo XVIII fino al 1970 il castello fu adibito a carcere. Il Palazzo della Credenza, situato sulla collina a fianco del castello, è l’antica sede del libero Comune di Ivrea del XIV secolo.


La Chiesa di San Bernardino, risalente al XV secolo, sorge sulla collina di Monte Navale, racchiusa nel complesso degli ex-stabilimenti Olivetti. All’interno è conservato il notevole ciclo di affreschi, eseguito da Gian Martino Spanzotti alla fine del XV secolo. La parete divisoria dei due ambienti che compongono la chiesa è interamente ricoperta da ventun splendidi riquadri sulla vita di Gesù.
Sulla stretta gola fluviale si erge il Ponte Vecchio, suggestiva arcata sulla Dora Baltea, originariamente di legno, poi riedificato in muratura e difeso da una torre munita di ponte levatoio. Per attraversarlo erano dovuti il pedaggio e il dazio sulle merci introdotte in città. Distrutto dai Francesi durante l’assedio del 1704, il ponte venne ricostruito nel 1716 e ampliato nel secolo successivo. Altri edifici importanti sono disseminati in città: San Gaudenzio, chiesa barocca attribuita al Vittone; il Seminario settecentesco attribuito a Juvarra (i lavori, iniziati nel 1716, furono ultimati nel 1724); il Municipio (XVIII secolo), che domina la centrale piazza Vittorio Emanuele, con la sua facciata neoclassica: in cima all’annessa torre campanaria si trova una banderuola in ferro battuto raffigurante la pianta della canapa, dalla quale si è fatto derivare il nome di Canavese; piazza Ottinetti, suggestivo centro di incontro per spettacoli, esposizioni e mostre, che si affaccia sulla centrale via Palestro: i settecenteschi edifici che contornano la piazza ospitano la Biblioteca e il Museo P.A. Garda. Il Museo fondato nel 1876, dopo aver subito vari trasferimenti e arricchimenti di materiale, venne inaugurato nella sede attuale nel 1971. Comprende preziose collezioni di arte giapponese e cinese di particolare interesse. Il Museo, chiuso per anni a causa di restauri, sta riprendendo nuova vita come centro deputato della progettata “città della cultura”. Il Teatro Civico, costruito nel 1832 su progetto di Maurizio Storero, completamente ristrutturato nel 1958 e nuovamente sistemato in questi ultimi anni, è dedicato allo scrittore canavesano Giuseppe Giacosa.