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LE FAGIOLATE
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Dopo secoli di vita gloriosa e succulenta la fagiolata di piazza Maretta, ovvero la "Fagiolata benefica del Castellazzo", ha trovato un editore ed è diventata un libro. Un bel libro, ricco di vecchie immagini un po' ingiallite, di altre recenti a colori e di dettagli di piante e di vedute della vecchia Ivrea. Sì, perché fagiolata vuol dire San Domenico e San Domenico non è nient'altro che l'antichissimo terziere di San Maurizio, ossia il nucleo antico dell'Ivrea romana e medioevale. I fagioli sono stati, dunque, l'occasione per tracciare finalmente la storia di questo angolo del centro urbano, che ha conservato, forse più che altrove, il carattere provincialotto ma più autenticamente a misura d'uomo della nostra città. Gli autori del volume, tutti eporediesi appassionati cultori e studiosi del Carnevale, pur conferendo un rigore scientifico inappuntabile ai testi, vi hanno trasfuso a piene mani il loro attaccamento alla festa eporediese, fornendoci un volume che si legge tutto d'un fiato. Si incomincia con la storia del rione, dall'epoca romana alle trasformazioni settecentesche. Qui sono d'aiuto le vecchie incisioni che ci mostrano mura e bastioni ed il fitto accavallarsi delle case alle pendici della rupe. Si passa poi allo studio delle origini della fagiolata, caparbiamente ricercate nelle neglette carte degli archivi eporediesi. Si giunge così fino all'Ottocento, documentato da splendide immagini fotografiche, veri cimeli gelosamente conservati dal Comitato della fagiolata e da alcune famiglie del rione. L'inesausta passione carnevalesca di Gabriella Gianotti e di Franco Quaccia si sofferma poi sulla tradizione della distribuzione al pubblico dei fagioli, cibo povero per eccellenza, collocando la tradizione eporediese nel contesto di analoghe usanze di matrice europea. Si scoprono così curiose analogie ed inediti significati che spiegano le profonde radici di questo antico rito collettivo. La vita del quartiere tra l'Ottocento e il nostro secolo è brillantemente ricostruita da Lorenzo Faletto, che nel rione è nato e cresciuto. Mettendo a frutto ricordi familiari e preziosi documenti coevi, egli traccia un affresco a dense pennellate, che tocca un po' tutti gli aspetti del microcosmo di San Domenico. Così pure Federico Perinetti, attingendo alla sua personale esperienza di eporediese intensamente partecipe della vita cittadina, rievoca le fagiolate e i carnevali degli ultimi cinquant'anni con il brio e l'acume del giornalista di razza. La vita segreta della fagiolata, il lavoro dietro le quinte, svolto con modestia pari all'impegno dagli organizzatori, sono garbatamente ed esaurientemente descritti da uno di loro: Carlo Alberton. Tra mille curiose notizie, veniamo informati anche dell'autentica ricetta per confezionare a la moda veja i fagioli grassi. Tutti i documenti consultati sono diligentemente raccolti in un'apposita appendice che chiude il volume.
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