Comitato della Croazia

Anticamente, a Ivrea, l'attuale rione del Borghetto, sulla riva destra della Dora, veniva chiamato Croazia, forse per la forte presenza di soldati croati nella guarnigione austro-ungarica che ebbe a contrastare il possesso della cittadella eporediese ai Francesi di Napoleone, nonché nelle schiere di Radetzky giunte fin qui.

 

Sta di fatto che il rione era allora politicamente eretto a Banato con a capo un Bano, figura di autorità di chiara derivazione slava. La tradizione orale fa invece risalire il nome di Croazia all'epiteto dialettale croass - corvaccio - con il quale la gente del rione del Castellazzo, sull'opposta sponda della Dora - l'antico San Pietro, nella parrocchia di San Maurizio - soleva insultare gli abitanti dell'odierno Borghetto nel corso delle animose rivalità rionali che nei tempi andati travagliavano Ivrea. Così, oggi, nel periodo carnevalesco, il Borghetto ritorna Croazia e il suo Bano, la penultima domenica di Carnevale, si reca sul Ponte Vecchio in pompa magna ad abbracciare il Priore di San Maurizio, nel ricordo della rappacificazione dei due rioni che le donne di entrambe le rive della Dora, stanche dell'azzuffarsi dei loro uomini, riuscirono infine a portare a compimento. Abbraccio cui fa seguito il Pranzo della Croazia, che il Comitato omonimo, come ci ha raccontato Walter Garetto, attuale infaticabile Bano, "organizza fin dalla sua nascita, risalente al XVIII secolo, chiamando a convivio tutti i personaggi del Carnevale, nei loro fastosi costumi, e una larga rappresentanza di cittadini".

"Altro importante impegno del Comitato della Croazia - prosegue Garetto - è la distribuzione di Polenta e Merluzzo il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, nel quale la tradizione vuole che si debba mangiare di magro. L'impegno organizzativo per questa nostra seconda manifestazione è notevole: tutti i ventidue membri del Comitato sono presenti nelle varie fasi, sia di preparazione che di cottura, con turni di lavoro che si cerca di far conciliare con i rispettivi impegni. E il mattino di mercoledì, a manifestazione ormai ufficialmente terminata da parecchie ore, nella nostra piazza come d'incanto rivive la magica atmosfera che solo il nostro meraviglioso Carnevale ci sa regalare".

"Negli anni antecedenti l'ultimo conflitto mondiale, polenta e merluzzo venivano cucinati e offerti alla gente in vari punti della città, come si può apprendere da alcuni articoli apparsi su giornali cittadini del secolo scorso e dell'inizio di questo, dai quali è possibile trarre una precisa mappa dei luoghi in cui la distribuzione era dislocata: Porta di Bando, l'attuale Porta Vercelli; Piazza della Granaglia, poi Carlo Alberto e oggi Ottinetti; il rione di Sant'Antonio, con a capo il vecchio Culoto; e infine il Borghetto. Con il passare degli anni Polenta e Merluzzo finì col trovare una sua sede definitiva nel Borghetto, accolta da quel Comitato della Croazia che, con passione ed entusiasmo, ha sempre lavorato per mantenere e potenziare questa nostra bella tradizione".

"Ultimamente - conclude il Bano - il Comitato della Croazia si è gemellato con Tossignano in provincia di Bologna (1989) e con Sermoneta in provincia di Latina (1990), località in cui si svolge una manifestazione analoga alla nostra nel contenuto, ma con date diverse.

Gli amici di Tossignano offrono nella loro piazza, il martedì di Carnevale, polenta con ragù, mentre quelli di Sermoneta, nel giorno di Sant'Antonio Abate, distribuiscono anch'essi sulla pubblica piazza polenta con salsicce, inaugurando così il periodo carnevalesco. A fine maggio i sermonetani hanno organizzato il primo raduno nazionale dei Polentari d'Italia: con un paziente lavoro di ricerca hanno individuato per ora undici località disseminate nell'Italia settentrionale e centrale, con le quali ci siamo ritrovati a Sermoneta e ognuno ha confezionato la polenta secondo le proprie tradizioni, offrendola poi alla gente con le rispettive specialità. Con noi c'erano i Pifferi e Tamburi, che già ci avevano accompagnati nel 1990, ed è stato un momento particolarmente gratificante perché ci ha permesso di far conoscere - assieme alla nostra organizzazione - anche il nostro meraviglioso Carnevale e la nostra amatissima città".