Il disordine dei Mugnai

Anche i mugnai, tuttavia, hanno deciso che valesse la pena di riunirsi in una sorta di associazione, qualcosa al di fuori delle bardature vincolanti dell'Ordine che accoglieva e accoglie le loro legittime consorti: ed è così che è sorto, non in antitesi ma quasi in contrappunto all'Ordine della Mugnaia, il... Disordine dei Mugnai. Basta, a rendere lo spirito della loro associazione, scorrere gli otto capitoli dello statuto costitutivo: una vera e propria sinecura, mai ufficialmente approvata e che ha consentito tuttavia di promuovere incontri sempre molto più riusciti che se fossero il frutto di una rigorosa organizzazione.

 

1. Addì 19 dicembre 1987, nel Convento di San Bernardino in Ivrea, approfittando del clima festoso di una riunione conviviale (e del momentaneo rilassamento delle rispettive signore...), un gruppo di ameni ha estrapolato - dal seno dell'Ordine della Mugnaia - l'immaginifico e praticamente inutile Disordine dei Mugnai.

2. Lo hanno informalmente costituito quattro mugnai di giovane estrazione (Piero Getto, Roberto Feraudo, Giancarlo Masseroni, Luciano Ziliotto), coinvolgendo nel loro neofitico entusiasmo altri mugnai presenti (Benedetti, Borello, Brunod, Cortona, Lavarino, Mondino, Ozino, Verlucca) e chiamando contemporaneamente a raccolta quanti, passati o venturi, vorranno nel prosieguo ingrossare la sparuta ma vivacissima schiera dei fondatori.

3. Possono infatti entrare nel Disordine dei Mugnai, grazie ad una libera interpretazione dello "ius primae noctis atque secundae", individui di sesso maschile in grado di... (Trattandosi di argomenti privati, questo articolo viene - da bocca a orecchio - sussurrato alle persone che si ritiene possano essere coinvolte nel Disordine e che, entrando a farne parte, si impegnano a comportarsi di conseguenza).

4. Unica eccezione a quanto sopra enunciato è costituita dall'ostracismo preventivo comminato a persona qui non nominata per scaramanzia, alla quale non sarà mai permesso di uscire dall'associazione, in quanto a nessuno verrà mai in mente di lasciarla entrare...

5. Mugnai non si nasce: si diventa. La qualifica di "mugnaio" quindi, essendo un valore aggiunto, è trasparente come l'imposta omonima, e non produce incompatibilità con altre cariche o incombenze, carnascialesche o secolari, precedenti o successive: rimangono perciò "mugnai", o lo diventano, generali e sostituti, assessori o segretari, sindaci o podestà, che semplicemente rispondano al dettato della terza disposizione di questo raffinatissimo ottalogo.

6. L'accettazione delle domande (verbali) degli aspiranti "disordinati" avviene (sempre verbiter) all'unanimità + 1 degli associati presenti e in regola con se stessi.

7. Simbolo ufficiale del Disordine dei Mugnai è la "spiga" (detta anche, nelle intime incombenze, la "sfiga") e costituente solare espressione di opimi consuetudini, lucullianamente giocose e fascinosamente evocative. A ciascun mugnaio sarà consentito di indossare la propria spiga a discrezione, in qualsivoglia circostanza, sia in pubblico che in privato, traendone motivato godimento e giustificato legittimo plauso.

8. Il Disordine dei Mugnai non possiede una sede, non istituisce tasse di iscrizione, non ha capi, né esigenze di periodiche incombenze: non affronta problemi escatologici universali, né si pone come obbiettivo di salvaguardare chicchessia. Si riunisce (alla voce) quando càpita; nomina eventuali responsabili (provvisori) per le manifestazioni che gli occorresse di organizzare; e, soprattutto, lascia che l'acqua scenda a valle, anziché spingerla a mani nude verso la vetta.