![]()
![]() Erano otto giovani ragazze con abitudini e interessi diversi, ma tre cose avevano in comune: la verde età, l'amore per il Carnevale, e l'aver tutte vestito i panni di Vivandiera nel carosello storico eporediese. Decisero quindi di escogitare un espediente che consentisse loro di "prolungare" nel corso dell'anno le gioie carnascialesche e si costituirono in associazione, adottando come simbolo il cappello sormontato dal frustino e scegliendo come colori il rosso, simbolo di libertà, e il blu, simbolo di forza. Correva l'anno di grazia millenovecentoottantasei. Da allora le file si sono notevolmente ingrossate, tanto che attualmente nel gruppo sono rappresentati quasi cinquant'anni di storia cittadina: la decana fra di loro, infatti, dismise i panni di Vivandiera nel lontano 1948 (anno del secondo generalato del mitico Ciro Merli, mentre sul cocchio dorato sedeva Giovanna De Benedetti); le più recenti, per contro, hanno firmato il Libro dei Verbali non più tardi di due anni fa. Come tutte le associazioni che si rispettano, anche quella intitolata alle Vivandiere ha intrapreso, fin dal primo anno di costituzione, tutta una serie di iniziative, aventi come scopo primario il ritrovarsi sistematicamente all'insegna dell'amicizia e delle memorie carnevalesche. È così che è nato "Il ballo delle Vivandiere", che si svolge ogni anno il giovedì precedente quello grasso, e apre simbolicamente la teoria degli incontri di Carnevale. Ed a questa prima iniziativa un'altra ha fatto prontamente e simpaticamente seguito: il "premio simpatia" assegnato dalle Vivandiere a fine manifestazione, in occasione della loro cena di chiusura, a un personaggio o ad un gruppo distintosi simpaticamente durante i giorni di Carnevale. E se qualcuno volesse incontrarle, le Vivandiere, prima dei giorni fatidici di Carnevale, gli basterebbe passare al Caffé del Teatro, in via Palestro ad Ivrea, le sere dei venerdì che precedono la più antica e sentita manifestazione cittadina: quel qualcuno troverebbe un salotto di tutte donne intente forse a discutere del passato, ma certamente coinvolte nell'or-ganizzazione degli incontri deputati della manifestazione imminente. O magari animatamente occupate a parlare della divisa che, con il trascorrere degli anni, non ha praticamente subito variazioni, ove si escluda la lunghezza della gonna che si è di poco accorciata: curiose di sapere se un giorno i dettami imperanti della moda riusciranno a insidiare vittoriosamente una gloriosa tradizione secolare... |
|
|
|