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MA COME FANNO I PIFFERI A SUONARE I PUNTINI?
![]() La cosiddetta “musica a pallini” del Primo Piffero Sergio Pocchiola: si tratta di un metodo per fissare su carta la successione delle note di cui si compone ciascun brano del repertorio dei pifferi, indicando le “posizioni”, ovvero i fori dello strumento che di volta in volta devono essere aperti o chiusi: i “pallini” segnano i fori che devono essere aperti, quelli chiusi non sono indicati; le note vanno lette dall’alto in basso per ogni colonna riferita al brano di cui compare il titolo di fianco a sinistra. Questo metodo appartiene alla tradizione di molte generazioni di suonatori eporediesi e corrisponde ai sistemi di intavolatura in uso sin dal Rinascimento per indicare le note per mezzo di segni relativi ai movimenti delle dita sulla tastiera di un liuto o di un organo o di altri strumenti. I “pallini” segnalano le altezze ma non le durate né i valori ritmici, per cui non è possibile suonare se non si conosce già a memoria la linea melodica. Si tratta pertanto di un espediente mnemotecnico, utile per l’apprendimento entro un sistema di tradizione orale della competenza dei musicisti e del loro stesso repertorio: l’apprendimento delle due cose in realtà coincide in un unico processo, per cui si impara a suonare nel momento in cui si imparano i brani del repertorio. |