La
parrocchia di San Maurizio è anch'essa tra le più antiche della
città. La chiesa attuale, poi radicalmente rimaneggiata, fu eretta verso
il XIV secolo in sostituzione di altra molto anteriore, che sorgeva più
a monte, vicino al castello, mentre l'istituzione della parrocchia va fatta
risalire a circa l'anno 1000. Fu affidata ai Domenicani dal 1559 al 1802 ed
ebbe allora anche il secondo titolo di S. Domenico, che ancora è rimasto
nell'uso popolare. L'estensione del suo territorio sub“ numerose variazioni
nel tempo fino a comprendere l'area dalla Dora a piazza Marsala e dal Ghiaio
a via Arduino sino all'altezza di via Luca. La parrocchia, affidata in ultimo,
dal 1930 al 1986, ai Francescani Minori, fu soppressa quell'anno a seguito del
riordino delle parrocchie urbane. Lo scarlo del rione sorge tradizionalmente
in piazza Gioberti, la popolare piazza Maretta, in uno dei luoghi più
suggestivi dell'ambiente cittadino. Nel 1911 essa annoverava 1293 abitanti.
La bandiera è adorna di un quadrato cremisi in campo beige orlato di
cremisi. I cantoni del campo sono fregiati di nastri blu che si dipartono da
un piccolo cerchio dello stesso colore. Al centro del quadrato, e contornato
da quattro foglie stilizzate verdi, un cerchio beige reca, al recto, la scritta
"Viva San Maurizio" e, al verso, quella "Rione del Castellazzo".
Il Castellazzo, come è noto, era l'antico castello dei conti di Biandrate
e poi dei marchesi del Monferrato, un tempo eretto a dominio sul punto più
elevato del rione, che ne prese il nome. Alla sua distruzione si rifà
la leggenda delle origini del carnevale. L'attuale vessillo, donato nel 1985
dall'Ordine della Mugnaia e da Pier Fausto Cavallo, misura cm 140 in altezza
e cm 150 in larghezza ed é munito di un'asta rivestita di velluto rosso
scuro.