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Inedite
osservazioni sul "diritto della prima notte" e sul Generale
"in capo della festa"
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Soffermiamo la nostra attenzione su di un testo dato alle stampe in Torino nel 1834. Si tratta di una descrizione della festa eporediese contenuta nel terzo volume di un'opera intitolata: Viaggio Romantico-Pittorico delle Provincie occidentali dell'Antica e Moderna Italia. Autore di tale scritto risulta essere Vittorio Modesto Paroletti. Uomo politico di tendenze giacobine, Paroletti, negli anni del dominio francese in Piemonte, occupa alcuni importanti cariche istituzionali. In qualità di studioso si segnala per essere stato membro della Reale Accademia delle Scienze di Torino. Lascia un discreto numero di saggi storico-descrittivi sulla città torinese e sulla terra subalpina. Il Viaggio Romantico-Pittorico costituisce un'opera monumentale che, ricordava lo studioso Renzo Gandolfo, "si colloca nell'ottica di riappropriazione e valorizzazione degli àmbiti della storia del Regno Sabaudo, operate (...) da una generazione di studiosi aperti ai nuovi problemi politici, sociali ed economici, in una feconda presa di contatto diretto con la realtà del paese, sulle soglie del rinnovamento culturale al quale si aprirà il regno di Carlo Alberto". Un contesto culturale, d'altro canto, che fu segnato da imprese di ampio respiro, quali il Dizionario geografico -storico- statistico - commerciale degli Stati di Sua Maestà il Re di Sardegna (1833-1854) di Goffredo Casalis, ed il Piemonte antico e moderno delineato e descritto di Clemente Rovere: lavoro rimasto incompiuto con la scomparsa, nel 1860, del suo autore. Paroletti, nel suo Viaggio Romantico-Pittorico, descrive la terra subalpina secondo un percorso che si sviluppa dalla Savoia sino ai confini del Piemonte con la Lombardia. Il libro nono dell'opera é dedicato al Canavese ed alla Valle d'Aosta. L'autore presenta la città di Ivrea, bella come in un "maraviglioso dipinto", "regina di popolosa, ricca e lieta provincia"; le vallate, fra "l'odorosa verdura dei boschi" e la "nuda arida rocca"; gli "aperti piani" e le "fertili colline"; i borghi, operosi " di traffici", abitati da "gentili, cortesi ed ospitali signori"; i laghi "accerchiati da sponde verdi e ridenti". In un capitolo a parte, intitolato Delle feste canavesane, viene descritto il Carnevale di Ivrea. Per un approfondimento sulla figura di Modesto Paroletti, e sull'opera di quest'autore riguardante il Canavese, si rimandano i lettori al saggio preparato dallo scrivente per il Bollettino della Società Accademica di Storia ed Arte Canavesana (n.24-1998). In questa sede é sufficiente sottolineare come il Viaggio Romantico-Pittorico costituisca un esauriente panorama storico-descrittivo ed iconografico sulla regione subalpina di inizio Ottocento. Considerando gli studi sul Carnevale di Ivrea, lo scritto di Modesto Paroletti riveste un notevole significato in quanto testimonia, con discreta precisione, la realtà della festa eporediese negli anni Venti-Trenta dell'Ottocento. Tale descrizione risale, dunque, ad un periodo storico - quello della Restaurazione - in cui erano ancora ben vivi elementi festivi di carattere arcaico, tipici dei carnevali sei- settecenteschi. A fianco di tali elementi dovevano però già scorgersi i primi segni di quella che fu la grande riforma ottocentesca della festa eporediese, riforma di una tradizione antica al fine di "creare una festa popolare nella cornice di una moderna ritualitˆ borghese". Paroletti, di conseguenza, "legge" il Carnevale di Ivrea in un importante momento di transizione tra le due principali epoche che hanno caratterizzato la storia della festa medesima: l'Antico Regime ed il secolo decimonono. Allo stato attuale delle ricerche tale "lettura" costituisce la prima descrizione del Carnevale eporediese, edita in un contesto che esula dall'ambito strettamente locale. ....se vuoi leggere la continuazione dell'articolo clicca sull'icona sottostante! |